Sui dolcificanti si è detto molto nel corso degli ultimi decenni, soprattutto sul loro profilo di sicurezza. Le informazioni su di essi sono state spesso contrastanti. In questo articolo ne parleremo basandoci sulle recenti decisioni prese dagli enti deputati alla sicurezza alimentare, proponendo una breve descrizione sulle caratteristiche dei più utilizzati.

 

Aspartame. L'aspartame è tra i più usati, ha un potere dolcificante 200 volte superiore allo zucchero, esso è costituito da 2 aminoacidi: la L-fenilalanina e l'acido aspartico. Va ricordato che gli aminoacidi sono i mattoni con cui vengono costruite le proteine. Nei decenni scorsi questa molecola è stata accusata di essere cancerogena, in quanto in alcuni studi condotti sui topi, si era evidenziato un incremento di tumori del colon in questi animali trattati con aspartame. Nello 2013 l'EFSA (Agenzia europea sulla sicurezza alimentare) ha condotto una analisi su larga scala sul profilo di sicurezza dell'aspartame, concludendo che tale sostanza risulta sicura, fissando la dose massima giornaliera a 40mg/kg significa che una persona di 70 kg può assumere 2800 mg di aspartame al giorno. - A quante compresse corrispondono 2800 mg? considerando che una compressa di prodotto contiene mediamente circa 20 mg di aspartame, significa che il numero di compresse che al massimo possiamo assumere è 140, un quantitativo notevolmente superiore rispetto alle quantità che normalmente vengono ingerite. 

Saccarina. La saccarina è un composto chimico con un potere dolcificante 450 volte superiore allo zucchero. La sicurezza di questa sostanza nel 1977 fu messa in discussione dopo la pubblicazione di uno studio, condotto sui topi, che dimostrava che alte dosi di questa sostanza determinava l'insorgenza di tumori della vescica, il Canada decise di mettere al bando questa sostanza. Anche l'FDA americana decise di vietare l'utilizzo della saccarina negli stati uniti, ma la comunità dei pazienti diabetici si oppose a questa decisione, spingendo la FDA a rivedere il divieto, che nel 1991 fu definitivamente tolto. Le critiche mosse contro lo studio che evidenziava i possibili effetti cancerogeni della saccarina riguardavano le dosi a cui furono sottoposti i topi, che furono di circa 4 grammi/kg, quando l'utilizzo normale nell'uomo di questa sostanza è di qualche milligrammo, quindi dell'ordine di circa 1000 inferiore. 

Acetosulfame K. L'Acetosulfame K ha un potere dolcificante circa 200 volte superiore allo zucchero. La caratteristica principale di questa molecola che è stabile alle temperature e agli agenti acidi. I possibili effetti tossici ed eventuali effetti cancerogenici di tale molecola sono stati definitivamente chiariti dalla FDA americana e dalla EFSA europea, che hanno assolto tale molecola dall'avere effetti potenzialmente tossici.

 Sucralosio. Il Sucralosio si caratterizza per avere un potere dolcificante 600 volte superiore allo zucchero, è tra i più alti della classe. Resiste molto bene alle temperature e non ha il retrogusto amaro che possono avere gli altri composti. Il gusto è sicuramente il punto forte di questa sostanza. La FDA americana lo ha definito sicuro, in uno studio condotto sui topi, altissime dosi di sucralosio hanno determinato danni alla ghiandola del timo. L'Istituto di ricerca Ramazzini ha recentemente però lanciato un allarme su i probabili effetti del sucralosio nello sviluppo delle leucemie. Inizialmente tale ente ha declassato questo composta da "sicuro" a da usare con "cautela" e successivamente a "da evitare". L'unica certezza sul sucralosio è che non ci sono certezze sulla sua sicurezza. 

 

Conclusioni. Il limite maggiore dei dolcificanti è il gusto. Lo zucchero è tutt'altra cosa! -  Un aspetto importante da considerare è quanto zucchero consumiamo nel corso della giornata. Se tale quantità è modesta, conviene utilizzare lo zucchero, altrimenti utilizzare quelli che hanno dimostrato di avere un profilo di sicurezza buono, il sucralosio è quello che ad oggi ha ancora alcune zone d'ombra. Moderazione è la parola d'obbligo. Bisogno fare attenzione alla presenza di questo composti in diversi prodotti senza zucchero, come ad esempio le bibite. Alcune persone fanno uso di bibite senza zucchero in quantità elevata, quindi il consiglio è quello di leggere l'etichetta di questi prodotti per conoscere con esattezza le quantità di dolcificanti in essi contenute.